Da settimane, sul settimanale della Diocesi di Genova, il Cittadino, non leggo altro che dei grandi successi delle «fraternità di parrocchie» con raggruppamento di esse in territori mastodontici e disarticolati. Nessun accenno, invece, al disagio e alla sofferenza dei preti interessati, che, in maggioranza, sono restii, ma obbligati e minacciati a «mangiare la minestra o a saltare dalla finestra della Curia», con buona pace funebre della «fraternità sacerdotale». Chiedo formalmente e pubblicamente se corrisponde al vero che il Vicario generale, Marco Doldi, vero Rasputin della Diocesi, in combutta con il Cancelliere, Michele De Santi (doppiamente colpevole, per il suo ruolo), chiami i preti e imponga loro di dare le dimissioni o di accettare i trasferimenti, dalle parrocchie dove sono nominati, minacciandoli di dimetterli d’imperio e dando una scadenza di 30 giorni o anche meno.
Ai preti di Genova, quasi tutti succubi e paurosi, dico: se ciò è vero, AVETE L’OBBLIGO GIURIDICO, MORALE E SPIRITUALE DI OPPORVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE, PERCHÉ VESCOVO E VICARI COMPIONO ATTI ILLECITI, ILLEGITTIMI, INVALIDI, PASSIBILI DI CENSURA CANONICA FINO ALLA RIMOZIONE…. [segue newl pdf allegato]