Come il profeta Amos (sec. VIII a.C.), sono estraneo alle camarille e alle manipolazioni, compiute in palese disprezzo di tutte le leggi canoniche (e alcune anche civili), nella Curia di Genova dal vescovo Marco Tasca fin dal suo insediamento e ora giunto a un punto di non ritorno. Ero intento ai miei lavori di esegesi biblica dei testi liturgici delle domeniche, letti in chiave giudaica del tempo di Gesù, quando, nella mia posta Outlook, arrivò una e-mail. Non volli credere ai miei occhi, ma dovetti arrendermi al «satana di turno», esperto in pentole, ma mai in coperchi. Il mittente era criptato, senza alcun indizio per rintracciarlo. Una stranezza mi fece pensare: gli allegati acclusi erano tutti originali, con timbro e protocollo, preparati dalla Cancelleria diocesana e quindi autentici. Dal tono e dal testo della e-mail di accompagnamento capii che lo scrivente, addentro alle questioni, si poneva dei dubbi e chiedeva un confronto. Conclusi che si trattasse di consulenza a giurista professionista. Il mittente ribadiva che «trattasi di materia delicatissima, gravissima, “sub secretum”», cioè una questione importantissima. Sfido io se era importante!
Mi chiesi perché mai una e-mail «riservata, coperta da segreto, circoscritta da tanta riservatezza, fosse finita nel mio Outlook». Era un «caso fortuito», opera di un Haker o un errore calcolato e voluto perché «quella» e-mail arrivasse proprio a me? [segue nell’allegato pdf]