In un tempo di rimbecillimento collettivo che stimola e fomenta la superficialità, l’ignoranza e l’ammasso dei cervelli nei magazzini dei cosiddetti «Social», strumenti del neocapitalismo per addormentare ancora di più le coscienze e spegnere i sogni, sorge Matilde, una signorina di anni 10, V classe elementare della Scuola Beata Maria De Mattias in Sora (Frosinone) che ci riporta tutti alla realtà della fantasia poetica. Giocando e saltellando da stella a pianeta con «capriole fatte senza mai cadere a terra»,  Matilde «in un brillio di pianeti / nel blu più scuro dell’infinito», vola con «i miei pensieri scritti su fogli bianchi»: TESTO DELLA POESIA A MINUTI 7,57 (registrazione completa: minuti 10,39).

Mentre la Scuola langue e piange sulla tomba di Dante, una Signorina di 10 anni ci sveglia dal torpore e come l’angelo di Pasqua ci annuncia che è possibile risorgere, è possibile rinascere, è possibile volare, ma anche abitare «l’amor che move il sole e l’altre stelle»… solo se pensiamo, se sogniamo, solo se siamo capaci di visitare il cosmo della fantasia, l’unico dove non vi sono guerre e morti su morti, l’unico dove la Pace è la sola realtà possibile, l’unico dove ogni diversità è identica e uguale, senza differenze, senza pretese di primazie e presunti primati.

Grazie, Matilde, per averci regalato il mondo più umano possibile, che solo gli altri e le «sfere luminose» possono garantire, dal momento che possiamo raggiungerle tutti, senza nemmeno pagare il biglietto a qualche riccone americano.

Dalla Poetessa Matilde possiamo imparare a volare per essere capaci di vivere con i piedi per terra che solo i sogni rendono più vera e reale. Che bello, se bimbi e adolescenti potessero governare l’Italia, l’Europa e il mondo senza la meschinità, arte in cui gli adulti sono maestri degeneri.

Con Matilde a Ravenna vi erano molti altri bambini e adolescenti, tanti! Finché vi sarà una sola bambina e bambino o un o una adolescente, «è segno che Dio non si è ancora stancato dell’umanità» (Tagore).

Buona lettura, buona traversata spaziale, buon ritorno alla vita reale della Poesia.

Nota filologica

Poesia viene dal greco poiéō che significa «io faccio, io creo, io invento», ma anche «io sogno, io modello». Il/la Poeta è colui che crea, sogna, descrive e modella mondi ancora sconosciuti, ma che egli/ella anticipa prima di tutti gli altri. Il/la Poeta abita già cieli e terre nuove dove gli altri arriveranno comodamente in ritardo, quando tutto sarà stato dissodato e predisposto. Il/la Poeta è il futuro del presente, la realtà anticipata, intuita, sognata e già vissuta. Il/la Poeta è il vero scienziato della vita.

 

Genova, 01-04-2024

Paolo Farinella, prete