A GAZA E IN CISGIORDANIA SI CONSUMA LA NOSTRA CIVILTÀ, LA RELIGIONE E LA DIGNITÀ
Oggi è il 7 ottobre 2025, secondo anniversario del macello compiuto da Hamas a Gaza contro inermi cittadini, bambini, bambine, anziani adulti, donne stuprate per disprezzo e umiliazione, come azione di guerra. Lo stesso avviene in Ucràina da parte dei russi e degli ucraini, come avviene in ogni guerra. Come è avvenuto in Italia da parte dei soldati alleati, specialmente USA. Non riesco ad immaginare se non fossero stati Alleati…
Sento intorno parole libere senza pensiero e riflessione: politici, giornalisti, partiti… che, ovunque dicono e blaterano senza conoscenza né della religione (in Oriente ha importanza capitale) né della Storia (che è la chiave primaria di lettura dei fatti di oggi). La Storia porta sempre i nodi al pettine, perché non c’è nodo che non debba essere sciolto. Se, però, la Storia non si conosce, si dicono solo scemenze e si pretende anche, in Internet, passare per Premio Nobel. Tolta la competenza, eclissata la dignità del proprio limite, tutte le porcherie possibili pensano di avere diritto di cittadinanza.
In allegato, il Pdf, in una pagina e un quarto, propone una breve riflessione su alcuni punti (religiosi, storici e attuali) perché ciò che accade oggi in Israele, a Gaza, in Cisgiordania, ha radici lontane, molto lontane e ci interessano direttamente perché coinvolgono la Bibbia ebraica e quindi l’Antico Testamento che è anche dei cristiani. Possiamo restare fuori? Non penso.
Ho visto, con mio dolore, che nessun prete a Genova, in questi giorni, non solo non partecipa a qualcuno dei grandi incontri organizzati in città, ma nessuno ne parla, nemmeno nelle Messe, nemmeno in incontri specifici, tranne qualche striminzita preghiera «per la pace nel mondo».
Offro a tutti coloro che avranno la pazienza di leggere una pagina e un quarto di foglio A4, la possibilità di vedere meglio, come l’Angelo chiede alla Chiesa di Laodicèa: «Compra… il collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista» (Ap 3,18) per vedere e discernere gli avvenimenti nel contesto della grande storia, quella in cui si svolge la nostra piccola storia.
Paolo Farinella, prete