L’8 ottobre 2021 il prof. Tomaso Montanari, celebre storico dell’Arte si è insediato come Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, inaugurando l’anno accademico 2021-2022 con una prolusione di grandissimo rilievo politico e sociale.  (Intera cerimonia al link: https://www.youtube.com/watch?v=j9lOR69hTxs). Nel suo discorso non ha avuto paura di toccare temi sanguinanti dell’attualità e di definire il ruolo dell’Università nel nostro oggi, fuori da ogni accademismo elitario, ma interprete della Costituzione e della presunta «Civiltà» in cui dichiariamo di vivere. I temi toccati sono: centralità dell’essere umano, autoritarismo, necessario antifascismo dell’Università, senso della cultura e della comunità educante, scuola, pensiero critico, migrazioni, l’accoglienza… È stato, nell’attuale, meschina e rachitica situazione del Paese, un controcanto che, proponiamo, nella sua interezza, come commento alle Beatitudini di oggi – Solennità di Tutti i Santi e le Sante (1° novembre 2021) –.

Il «controcanto» del Rettore, Prof. Tomaso Molinari, è carne e sangue della lettera e dello spirito sia della Costituzione del 1948 sia del Vangelo, di cui le Beatitudini sono la porta d’ingresso e quindi la condizione, ma anche il vertice. Gesù ci obbliga a scegliere da che parte stare. Non possiamo più abbrancarci alla teologia miserabile del «sì… però…», della moderazione che si traduce in equilibrismo e, a sua volta, inevitabilmente scade nella scelta del «male minore». È questa logica demoniaca che ha rovinato e distrutto e Chiesa e Società e Politica.

Il vangelo, al contrario, è una «spada affilata in ambedue le lame» (Eb 4,12; Ap 1,16) e non possiamo sfuggire alla ferita dell’una o dell’altra lama. Se rifiutiamo la lama della spada della Parola, possiamo solo sperare di essere vomitati dalla bocca di Dio perché non scegliamo, come il responsabile della Chiesa di Laodicèa: «poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca» (Ap 3,16).

La prolusione del prof. Tomaso Molinari e la «Lectio Magistralis» di Cecilia Strada sul senso dei «salvataggi in mare, nel «Mare Nostrum», meritano di stare come supplemento profetico e testimoniante tra i Libri Santi delle Sante Scritture. Non esiste alternativa né per i laici né per i credenti, né per chi fa della religione una pratica di prassi e di abitudine. «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo…» (Gv 17,1). Glorifica le Figli e i Figli tuoi che per mano di altri figli e figlie muoiono in mare, torturati da torturatori pagati dall’ Italia perché tenga lontano dagli occhi e dal cuore l’orrido indicibile. L’Italia paga per uccidere, affitta il governo libico come killer e tutti ne siamo responsabili, a cominciare dal governo «dei migliori» che pessimi non possono essere. Cattolici, dove siamo?

Chi grida, purtroppo, di più contro i poveri e a favore della tortura sono i sedicenti cattolici che, vangelo e rosario in mano, gridano contro lo straniero o come Meloni che, davanti ad una platea di osannanti al dittatore Francisco Franco, dichiara apertamente «sono cristiana», senza rendersi conto della contraddizione e della vergogna. Che Dio perdoni i cattolici, se può! Almeno li ripudi e li ripulisca nell’acqua con candeggina.

IL TESTO, QUASI INTEGRALE, NELLA PARROCCHIA DI SAN TORPETE GENOVA

È STATO LETTO COME COMMENTO ALLA PROCLAMAZIONE DEL VANGELO DELLE BEATITUDINI DI MATTEO 5,1-12,

A RIPROVA DELL’ATTUALITÀ DEL VANGELO STESSO E A VERGOGNA DEI SEDICENTI CATTOLICI, XENOFOBI, RAZZISTI E INCOERENTI.