CONDIVISIONE E PARTECIPAZIONE

Chi mi conosce sa che, ovunque ho esercitato responsabilità pastorali – San Torpete non fa eccezione –, ho sempre pubblicato i bilanci, non solo delle parrocchie, ma anche il mio personale. Ritengo, infatti, che il mio ruolo pubblico riduca la mia sfera privata che deve essere controllabile e assolutamente trasparente, condizioni essenziali per qualsiasi discorso di credibilità. Ne vado orgoglioso. In San Torpete si sono aggiunti i bilanci delle due Associazioni operative: «I concerti di San Torpete» e «Associazione Ludovica-Robotti-San Torpete». I bilanci annuali sono distribuiti in stampa in chiesa e in pdf nel sito on line. In San Torpete, come ovunque sono stato, tutto è gratuito perché la Chiesa non è un centro commerciale, ma il luogo dove si deve sperimentare la gratuità di Dio: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

 

IL SERVIZIO LITURGICO E ALTRI SCRITTI

  1. Dal 2007, per facilitare la partecipazione alla liturgia, ogni domenica sono distribuiti sussidi liturgici che ciascuno porta a casa, per un totale annuale di N. 20.000 fogli A4. Ogni domenica chiunque può trovare questo materiale nel sito alla finestra LITURGIA e può scaricarlo gratuitamente.
     
    NOTA. Impiego in media 4 giorni alla settimana a preparare la liturgia che non è mai improvvisata, ma pensata, studiata, pregata, predisposta e scritta. Ciò comporta fatica, tempo e spese notevoli per riviste specializzate, libri specifici, strumenti linguistici, ecc. Tutto è a carico mio. So che sono moltissimi a usufruire del materiale disponibile in questo sito: in Genova, in Italia, in Europa, in Inghilterra, in Svizzera, in Africa, in Argentina, in Asia, negli Usa, ecc. In tutti questi anni, sono stati prodotti circa 1.900 pagine per i tre anni liturgici A-B-C che compongono una vera enciclopedia, miniera preziosa per chi voglia fare un approfondimento serio della Parola di Dio proclamata. Non si tratta, infatti, di un commento «prêt-à-porter» per omelie d’occasione improvvisata. I miei sussidi sono «studi», vere lezioni universitarie, scritte in maniera accessibile a tutti, materiale non facilmente reperibile, specialmente per ciò che riguarda il giudaismo, di cui il mondo cattolico è quasi totalmente digiuno, perdendo così la comprensione di oltre l’80% del NT. Preparare questi strumenti e celebrare l’Eucaristia è il mio primo e più importante impegno di vita.

    Chi partecipa all’Eucaristia, il Popolo di Dio, ha diritto ad avere il meglio dell’esegesi e questo aumenta la responsabilità di chi presiede.
    Chi usufruisce di questi strumenti, se può, potrebbe contribuire alle spese di studio e ricerca che l’immane lavoro comporta.
  2. In San Torpete, a Genova, nessuno «paga» o compra battesimi, funerali, matrimoni o qualsiasi altro servizio: ogni battezzato ha il diritto in forza del battesimo a tutti i servizi della parrocchia. Attorno all’altare non vi può essere mercimonio di compra-vendita perché nessuno può vendere Dio e nessuno lo può comprare.
  3. Ogni credente, in modo adulto e maturo, è tenuto a mettere la voce «Parrocchia/Chiesa/Parroco» nel bilancio familiare e contribuire, secondo le proprie capacità, al mantenimento della struttura e del personale. Questo obbligo riguarda anche i «parrocchiani virtuali», i quali, nel momento in cui usufruiscono dei servizi offerti, scelgono di essere parte di questa «ekklesìa virtuale», ma non meno reale: è il principio dei vasi comunicanti, ma anche quello della «decima».

 

IL PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE «BENE COMUNE»

La chiesa di San Torpete, nel cuore storico di Genova-est, è un monumento nazionale di grande rilievo artistico e storico perché da essa è transitata la storia più importante di Genova dal sec. IX al sec. XIX, attraverso la famiglia dei Marchesi CATTANEO DELLA VOLTA, un casato determinante nella storia di Genova*. Non solo quella genovese, ma anche quella nazionale. È quello che si dice «un bene comune» che ho custodito, restaurato e offerto al pubblico residente e turistico.

[* Elena Chiavari Cattaneo Della Volta – Andrea Lercari, edd., I Cattaneo Della Volta. Vicende e protagonisti di una millenaria famiglia genovese, Sagep Editore, Genova 2017].

  • Il monumento in sé, eretto nel sec. XIII, nacque in stile romanico a bande bianche e nere. Nel 1730 dopo il bombardamento navale francese di Luigi XIV (1684), la chiesa romanica fu abbattuta e ricostruita in stile barocchetto e riconsacrata il 23 novembre 1733. È un vero gioiello a quadrifoglio, con acustica perfetta e una cupola ellittica, la più grande della Liguria.
  • Dopo un periodo di abbandono totale, seguirono 15 anni di restauri e ora è viva e pulsante, punto di riferimento della città di Genova e non solo. La gestione ordinaria e straordinaria del «monumento chiesa» è particolarmente gravoso perché esige una cura costante e attenta, pena il degrado  distruttivo, come è avvenuto nei decenni scorsi.
  • Tutta questa «monumentalità» pesa solo sulle mie spalle di amministratore parrocchiale da dodici anni. Il godimento è pubblico, i costi di gestione sono privati e a carico mio.

Il monumento è diventato un centro importante per la città di Genova e per molti di fuori Città e anche dell’Estero:

  • dal punto di vista sociale e politico, perché non restiamo mai zitti di fronte agli eventi chi coinvolgono il bene del Paese e della Società;
  • dal punto di vista culturale perché sono innumerevoli le iniziative che, dal 2007 al 2018, hanno portato nel centro storico e in San Torpete non meno di 80 mila persone;
  • dal punto di vista liturgico, perché nella chiesa si svolge una Liturgia non tradizionalista, ma centrata sulla Parola e quindi sulla conoscenza della Scrittura, con produzione e stampa di materiale apposito, molto apprezzato e utilizzato a Genova, in Italia e all’Estero.

 

LASCITO AI POSTERI

            Il complesso di San Torpete in Genova è un patrimonio, costruito con il contributo di moltissimi anonimi che attraverso i secoli è arrivato fino a noi. È nostro dovere preservarlo, custodirlo e tramandarlo a chi viene dopo di noi, migliore di come l’abbiamo ricevuto e piùbello. È l’impegno attuale nel quale abbiamo profuso tempo, studi, lavoro e risorse economiche.

  • È stata ristrutturata parte dell’immobile, riportando alla luce, maioliche colorate del ‘400-‘500 di stile spagnolo, portali in ardesia nascosti, colonne e cisterne medievali (adibite alla conservazione di derrate alimentari e merci varie).
  • A tre metri dal suolo, è stata portata alla luce un una strada romana-medievale e un locale adiacente, bonificato. Sono stati restaurati: un grande mobile da sacrestia con i cassettoni del ‘700, tutte le porte, parte delle finestre, i lampadari in cristalli di Boemia, ex voto dalla fine dell’800, ecc.).
  • Sotto la chiesa è stata scoperta una cisterna di oltre 13 mila metri cubi di acqua da cui transitano i ruscelli di Genova alta che sfociano in mare. Poiché è impossibile eliminare in modo definitivo l’umidità, è in funzione un sistema di deumidificazione (24>24h) che spolarizza i poli positivo/negativo dell’acqua, impedendo all’umido di salire in alto. A questo scopo sono stati fatti esami chimici spettroscopici, ma bisogna monitorare in modo sistematico.
  • Nel tempo pluridecennale della chiusura della chiesa, l’umidità ha corroso l’organo del ‘600-‘700 (epoca mozartiana), cui si è aggiunta l’opera dei topi. Per fortuna siamo riusciti a salvare le canne originali di facciata e altri parti e dopo un lungo e costoso restauro, oggi l’organo è tornato a suonare, diventando protagonista della stagione dei «Concerti di san Torpete».

 

IMPEGNO FINANZIARIO 

La parrocchia ha in dote 5 mini appartamenti che producono un introito annuale di poco meno di € 30 mila annui, appena sufficienti per la manutenzione ordinaria. San Torpete è una parrocchia particolare: non ha parrocchiani perché non ha territorio, ciò significa che le persone che frequentano vengano da fuori, da altri quartieri di Genova e anche da fuori città. Questo incide economicamente ed è stato rilevante, in tre direzioni: la conservazione del «bene storico-artistico» in sé, l’assistenza ai poveri, la musica e la cultura come pane dello spirito.

  • Per i lavori straordinari, sono stati spesi € 900 mila, compresi gli impianti di riscaldamento, audio-fonico, l’acquisto e il restauro dei locali dove oggi operano l’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» e l’amministrazione dei «Concerti di San Torpete». Il 74% di questa cifra è pervenuta dai fondi residui delle colombiane del 1992 (per legge spendibili a Genova).
  • L’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» dalla sua nascita (ottobre 2010) al 2017 (ultimo bilancio) per l’assistenza a ca. 110 famiglie (in valori relativi, ma sono molte di più, considerando che le stesse ricevono aiuti reiterati), genovesi e immigrati, ha impegnato non meno di € 700 mila. «I concerti di San Torpete» in 13 anni di attività ha speso per la cultura musicale e culturale in genere, non meno di € 700 mila, di cui 2/3 ca. sono stati contributi diretti della Fondazione «Compagnia di San Paolo» di Torino.

In totale, al 31 dicembre 2017, per le attività complessive è stata impegnata una cifra di circa 2 milioni e 300 mila euro, senza contare le spese ordinarie (bollette, pulizie, piccoli interventi, carta, libri, riviste, ecc.).

 

IN PROSPETTIVA

Molto ancora resta da fare sul versante conservazione e restauro (portone esterno, bussola d’ingresso e i finestroni della cupola, ormai fatiscenti e pericolosi). Tutta questa realtà impegna il parroco in modo preminente, tanto che ha dovuto lasciare alcune collaborazioni per mancanza di tempo di qualità. Logicamente proseguono le attività di assistenza ai poveri e di servizi culturali.

Condivisione spontanea

  • Otto persone/famiglie, che frequentano San Torpete, pur non essendo né residenti, né parrocchiani, contribuiscono in modo continuativo con piccoli versamenti bancari mensili che sono una garanzia certa programmabile.
  • Ogni mese le spese correnti fisse sono di circa € 2.000,00.
  • Per il suo servizio 24>24h, il parroco riceve dalla parrocchia € 500,00 all’anno (ca. € 40,00 al mese). Per giungere a un mensile di € 900,00/1.000,00 ca. al mese, integrato dal ISCC (Istituto Sostentamento Clero Centrale della Cei, in quota al famoso 8 per mille). Il parroco non paga affitto, ma sono a carico suo l’amministrazione e le utenze; non ha la macchina, ma all’occorrenza si serve della Carsharing (a spese sue), viaggia in treno o in autobus in citta.

Bisogna sviluppare una coscienza collettiva di tutela-conservazione del patrimonio «bene comune» di tutti, del mantenimento del parroco che non ha alcuna altra entrata e della gestione delle attività a servizio laico della città, dell’Italia e non solo. Occorre superare il criterio dell’«offerta» a ogni singolo atto che a mio parere irrispettoso della dignità di tutti. Con le entrate ordinarie della sola chiesa, non saremmo capaci di pagare nemmeno la metà delle bollette di luce e gas (riscaldamento). Questo però non può essere imposto, ma deve crescere come anelito «dentro» una visione e un’appartenenza, di cui ognuno deve sentirsi «parte» vitale, in base al principio filosofico che San Torpete «è una mucca che si può mungere», ma a condizione che le sia anche da  mangiare.

Paolo Farinella, prete – Amministratore parrocchiale

 

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         specificando distintamente nella causale.

Per chi preferisce il metodo tradizionale del bonifico, ecco le coordinate:
  1. PAOLO FARINELLA, PRETE – Cod. Fiscale: FRNPLA47E11L959XIban:
    IT43Z0100501407000000011932 – SWIFT BIC: BNLIITRR
  2. PARROCCHIA S. M. Immacolata e San Torpete. Piazza San Giorgio – 16128 Genova – C.F. 95019590108
    IT08G0335901600100000112877 – CODICE BIC: BCITITMX

 

Un caro saluto a tutti.

Genova, 14-12-2018

Paolo Farinella, prete