CONDIVISIONE E PARTECIPAZIONE
(IBAN E ALTRI MEZZI)

Chi mi conosce sa che, ovunque ho esercitato responsabilità pastorali – San Torpete non fa eccezione –, sul piano economico ho sempre operato gratuitamente, pubblicando i bilanci non solo delle parrocchie, ma anche il mio personale. Ritengo, infatti, che il mio ruolo pubblico riduca la mia sfera privata che deve essere controllabile e assolutamente trasparente, condizioni essenziali per qualsiasi discorso di credibilità. Ne vado orgoglioso. In San Torpete si sono aggiunti i bilanci delle due Associazioni operative: «I concerti di San Torpete» (oggi estinti, dopo 13 anni di straordinaria attività, per la morte del Direttore Artistico Calogero Farinella e per motivi finanziari)  e l’«Associazione Ludovica-Robotti-San Torpete», tutt’ora attiva e provvidenziale. I bilanci annuali sono distribuiti in stampa in chiesa e in pdf nel sito on line. In San Torpete, come ovunque sono stato, tutto è gratuito perché la Chiesa non è un centro commerciale, ma il luogo dove si deve sperimentare la gratuità di Dio: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

 

IL SERVIZIO LITURGICO E ALTRI SCRITTI

  1. Dal 2007, per facilitare la partecipazione alla liturgia, ogni domenica sono distribuiti sussidi liturgici che ciascuno porta a casa, per un totale annuale di N. 20.000 fogli A4 (fino al 2020 = N. copie 260.000) Ogni domenica chiunque può trovare questo materiale nel sito alla finestra LITURGIA e può scaricarlo gratuitamente.
     
    NOTA
    Impiego in media 4 giorni alla settimana e più a preparare la liturgia che non è mai improvvisata, ma pensata, studiata, pregata, predisposta, scritta, postata in questo sito e stampata per la parrocchia. Ciò comporta fatica, tempo e spese notevoli per riviste specializzate, libri specifici, strumenti linguistici, ecc. Tutto è a carico mio. So che sono moltissimi a usufruire del materiale disponibile in questo sito: in Genova, in Italia, in Europa, in Inghilterra, in Svizzera, in Africa, in Argentina, in Asia, negli Usa, ecc. In tutti questi anni, sono stati prodotti circa 5.000 pagine per i tre anni liturgici A-B-C che compongono una vera enciclopedia, miniera preziosa per chi voglia fare un approfondimento serio della Parola di Dio proclamata. Non si tratta, infatti, di un commento «prêt-à-porter» per omelie d’occasione improvvisate. I miei sussidi sono «studi», vere lezioni, scritte in maniera accessibile a tutti, materiale non facilmente reperibile, specialmente per ciò che riguarda il giudaismo, di cui il mondo cattolico è totalmente digiuno, perdendo così la comprensione di oltre l’90% del NT. Preparare questi strumenti e celebrare l’Eucaristia è il mio primo e più importante impegno di vita.


    Chi partecipa all’Eucaristia
    , il Popolo di Dio, ha diritto ad avere il meglio dell’esegesi e questo aumenta la responsabilità di chi presiede
    .

    Chi usufruisce di questi strumenti, se può, potrebbe contribuire alle spese di studio e ricerca che l’immane lavoro comporta.
  2. In San Torpete, a Genova, nessuno «paga» o compra battesimi, funerali, matrimoni o qualsiasi altro servizio: ogni battezzato ha il diritto in forza del battesimo a tutti i servizi della parrocchia. Attorno all’altare non vi può essere mercimonio di compra-vendita perché nessuno può vendere Dio e nessuno lo può comprare.
  3. Ogni credente, in modo adulto e maturo, è tenuto a mettere la voce «Parrocchia/Chiesa/Parroco» nel bilancio familiare e contribuire, secondo le proprie capacità, al mantenimento della struttura e del personale. Questo obbligo riguarda anche i «parrocchiani virtuali», i quali, nel momento in cui usufruiscono dei servizi offerti, scelgono di essere parte di questa «ekklesìa virtuale», ma non meno reale: è il principio dei vasi comunicanti, ma anche quello della «decima». Superare il criterio del «vado e compro quello che mi serve» significa entrare nella dinamica della ecclesialità universale 4e partecipata, se è vero che Chiesa significa comunione e condivisione.

 

IL PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE «BENE COMUNE»

La chiesa di San Torpete, nel cuore storico di Genova-est, è un monumento nazionale di grandissimo rilievo artistico e storico perché da essa è transitata la storia più importante di Genova dal sec. IX al sec. XIX, attraverso la famiglia dei Marchesi CATTANEO DELLA VOLTA, un casato determinante nella storia di Genova*. Non solo quella genovese, ma anche quella nazionale. È quello che si dice «un bene comune» che ho custodito, restaurato e offerto al pubblico residente e turistico.

Nota di colore

In questa chiesa si sposò a 15 anni, nel 1468, Simonetta Cattaneo della Volta con Marco Vespucci, trasferendosi a Firenze, dove, riconosciuta come la donna più bella del Rinascimento, e Botticelli, nove anni dopo la sua morte, ne dipinse il volto ne la Venere che sorge dalle acque (si disse che fosse anche l’amante del pittore, ma per poco perché morì a soli 23 anni).

[* Elena Chiavari Cattaneo Della Volta – Andrea Lercari, edd., I Cattaneo Della Volta. Vicende e protagonisti di una millenaria famiglia genovese, Sagep Editore, Genova 2017].

  • Il monumento in sé, eretto nel sec. XIII, nacque in stile romanico a bande bianche e nere. Nel 1730 dopo il bombardamento navale francese di Luigi XIV (1684), la chiesa romanica fu abbattuta e ricostruita in stile barocchetto e riconsacrata il 23 novembre 1733. È un vero gioiello a quadrifoglio, con acustica perfetta e una cupola ellittica, la più grande della Liguria.
  • Dopo un periodo di abbandono totale, seguirono 15 anni di restauri e ora è viva e pulsante, punto di riferimento della città di Genova e non solo. La gestione ordinaria e straordinaria del «monumento chiesa» è particolarmente gravoso perché esige una cura costante e attenta, pena il degrado  distruttivo, come è avvenuto nei decenni scorsi.
  • Tutta questa «monumentalità» pesa solo sulle mie spalle di amministratore parrocchiale da dodici anni. Il godimento è pubblico, i costi di gestione sono privati e a carico mio.

Il monumento è diventato un centro importante per la città di Genova e per molti di fuori Città e anche dell’Estero:

  • dal punto di vista sociale e politico, perché non restiamo mai zitti di fronte agli eventi chi coinvolgono il bene del Paese e della Società;
  • dal punto di vista culturale perché sono innumerevoli le iniziative che, dal 2007 al 2018, hanno portato nel centro storico e in San Torpete non meno di 80 mila persone;
  • dal punto di vista liturgico, perché nella chiesa si svolge una Liturgia non tradizionalista, ma centrata sulla Parola e quindi sulla conoscenza della Scrittura, con produzione e stampa di materiale apposito, molto apprezzato e utilizzato a Genova, in Italia e all’Estero.

 

LASCITO AI POSTERI

            Il complesso di San Torpete in Genova è un patrimonio, costruito con il contributo di moltissimi anonimi che attraverso i secoli è arrivato fino a noi. È nostro dovere preservarlo, custodirlo e tramandarlo a chi viene dopo di noi, migliore di come l’abbiamo ricevuto e piùbello. È l’impegno attuale nel quale abbiamo profuso tempo, studi, lavoro e risorse economiche.

  • È stata ristrutturata parte dell’immobile, riportando alla luce, maioliche colorate del ‘400-‘500 di stile spagnolo, portali in ardesia nascosti, colonne e cisterne medievali (adibite alla conservazione di derrate alimentari e merci varie).
  • A tre metri dal suolo, è stata portata alla luce un una strada romana-medievale e un locale adiacente, bonificato. Sono stati restaurati: un grande mobile da sacrestia con i cassettoni del ‘700, tutte le porte, parte delle finestre, i lampadari in cristalli di Boemia, ex voto dalla fine dell’800, ecc.).
  • Sotto la chiesa è stata scoperta una cisterna di oltre 13 mila metri cubi di acqua da cui transitano i ruscelli di Genova alta che sfociano in mare. Poiché è impossibile eliminare in modo definitivo l’umidità, è in funzione un sistema di deumidificazione (24>24h) che spolarizza i poli positivo/negativo dell’acqua, impedendo all’umido di salire in alto. A questo scopo sono stati fatti esami chimici spettroscopici, ma bisogna monitorare in modo sistematico.
  • Nel tempo pluridecennale della chiusura della chiesa, l’umidità ha corroso l’organo del ‘600-‘700 (epoca mozartiana), cui si è aggiunta l’opera dei topi. Per fortuna siamo riusciti a salvare le canne originali di facciata e altri parti e dopo un lungo e costoso restauro, oggi l’organo è tornato a suonare, diventando protagonista della stagione dei «Concerti di san Torpete».

 

IMPEGNO FINANZIARIO 

La parrocchia ha in dote 5 mini appartamenti che producono un introito annuale di poco meno di € 30 mila annui, appena sufficienti per la manutenzione ordinaria. San Torpete è una parrocchia particolare: non ha parrocchiani perché non ha territorio, ciò significa che le persone che frequentano vengano da fuori, da altri quartieri di Genova e anche da fuori città. Questo incide economicamente ed è stato rilevante, in tre direzioni: la conservazione del «bene storico-artistico» in sé, l’assistenza ai poveri, la musica e la cultura come pane dello spirito.

  • Per i lavori straordinari, sono stati spesi € 900 mila, compresi gli impianti di riscaldamento, audio-fonico, l’acquisto e il restauro dei locali dove oggi operano l’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» e l’amministrazione dei «Concerti di San Torpete». Il 74% di questa cifra è pervenuta dai fondi residui delle colombiane del 1992 (per legge spendibili a Genova).
  • L’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» dalla sua nascita (ottobre 2010) al 2017 (ultimo bilancio) per l’assistenza a ca. 110 famiglie (in valori relativi, ma sono molte di più, considerando che le stesse ricevono aiuti reiterati), genovesi e immigrati, ha impegnato non meno di € 700 mila. «I concerti di San Torpete» in 13 anni di attività ha speso per la cultura musicale e culturale in genere, non meno di € 700 mila, di cui 2/3 ca. sono stati contributi diretti della Fondazione «Compagnia di San Paolo» di Torino.

In totale, al 31 dicembre 2017, per le attività complessive è stata impegnata una cifra di circa 2 milioni e 300 mila euro, senza contare le spese ordinarie (bollette, pulizie, piccoli interventi, carta, libri, riviste, ecc.).

Oggi nel 2021 siamo alle prese con un nuovo restauro esterno e, parzialmente interno, per sopperire le superficialità e l’approssimazione del precedente restauro (anni 1980-2000) eseguito sotto la responsabilità della Soprintendenza di Genova che ha lavorato al massimo ribasso con conseguenze disastrose. Crediamo di potere usufruire (le pratiche sono in corso, della legge Bonus facciate (Provvedimento del 20 luglio 2021) con un carico di spesa sulla Parrocchia del 10% del preventivo di spesa, pari a € 68.000,00, arrotondato) che comunque per la parrocchia è un peso di rilievo.

 

IN PROSPETTIVA

Molto ancora resta da fare sul versante conservazione e restauro (portone esterno, bussola d’ingresso e i finestroni della cupola, ormai fatiscenti e pericolosi). Tutta questa realtà impegna il parroco in modo preminente, tanto che ha dovuto lasciare alcune collaborazioni per mancanza di tempo di qualità. Logicamente proseguono le attività di assistenza ai poveri e di servizi culturali.

Condivisione spontanea

  • Otto persone/famiglie, che frequentano San Torpete, pur non essendo né residenti, né parrocchiani, contribuiscono in modo continuativo con piccoli versamenti bancari mensili che sono una garanzia certa programmabile.
  • Ogni mese le spese correnti fisse sono di circa € 2.000,00.
  • Per il suo servizio 24>24h, il parroco riceve dalla parrocchia € 500,00 all’anno (ca. € 40,00 al mese). Il mensile di € 1.000,00 ca. al mese, è integrato dal ISCC (Istituto Sostentamento Clero Centrale della Cei, in quota al famoso 8 per mille). Il parroco non paga affitto, ma sono a carico suo l’amministrazione e le utenze dell’abitazione; non ha la macchina, ma all’occorrenza si serve della Carsharing (a spese sue), viaggia in treno o in autobus.

Bisogna sviluppare una coscienza collettiva di tutela-conservazione del patrimonio «bene comune» di tutti, del mantenimento del parroco che non ha alcuna altra entrata e della gestione delle attività a servizio laico della città, dell’Italia e non solo. Occorre superare il criterio dell’«offerta» a ogni singolo atto che a mio parere irrispettoso della dignità di tutti. Con le entrate ordinarie della sola chiesa, non saremmo capaci di pagare nemmeno la metà delle bollette di luce e gas (riscaldamento). Questo però non può essere imposto, ma deve crescere come anelito «dentro» una visione e un’appartenenza, di cui ognuno deve sentirsi «parte» vitale, in base al principio filosofico che San Torpete «è una mucca che si può mungere», ma a condizione che le sia anche da  mangiare.

Paolo Farinella, prete – Amministratore parrocchiale

 

MODALITÀ DI CONDIVISIONE:

 

CON PAYPAL 

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utilizzando il metodo del bonifico (preferito perché sempre tracciabile).Di seguito tutte le coordinate:

 

1. PARROCCHIA S. M. Immacolata e San Torpete. Piazza San Giorgio – 16128 Genova – C.F. 95019590108

Iban: IT61C0306909606100000112877 (0 = zero) – CODICE BIC: BCITITMM

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2. ASSOCIAZIONE LUDOVICA ROBOTTI-SAN TORPETE, Vico San Giorgio, 3-5/R – 16128 Genova – C.F. 95019590108

  • Banca Etica: IBAN: IT90Y0501801400000011324076(0 = zero) – CODICE BIC/SWIFT: CRTIT2T84A)
  • Banca PosteIBAN: IT10H0760101400000006916331 (0 = zero) – (BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX)
  • Conto Corrente Postale 6916331: Intestato a:Ass. Ludovica Robotti San Torpete

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3. PAOLO FARINELLA, PRETE – Cod. Fiscale: FRNPLA47E11L959X

° IbanIT43Z0100501407000000011932 (0 = zero)  SWIFT BIC: BNLIITRR

° Carta POSTEPAY n. 4023 6009 8192 6308 (scadenza 09/23)

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È FONDAMENTALE CHE IN QUALUNQUE VERSAMENTO SIA SEMPRE ESPRESSA LA CAUSALE PER MOTIVI DI TRASPARENZA AMMINISTRATIVA.

Un caro saluto a tutti.

Genova, agosto 2021

Paolo Farinella, prete